Perché pulire i pannelli fotovoltaici nelle Marche provincia di Macerata (MC) Ancona (AN) Fermo (FM) Pesaro e Urbino (PU) Ascoli Piceno (AP) PDF Stampa E-mail

Perché si devono lavare i pannelli FOTOVOLTAICI?

Lasciare i pannelli fotovoltaici sporchi vuol dire perdere una parte importante della produzione, e abbandonare al caso un investimento che è costato un sacco di soldi. Le variabili sono infinite, gli impianti agricoli sono più soggetti allo sporco rispetto agli impianti in zone abitative, andiamo da un 5% di perdita in posti come la Germania dove il clima è ben ventilato e secco a percentuali di gran lunga superiori in base al clima. Nella Pianura Padana, dove umidità e scarsa ventilazione contraddistinguono il clima, il calo di produttività può tranquillamente oscillare tra un 10% e un 25%. Ma provate voi stessi a passare un dito sui pannelli per rendervi conto di quanto nero si farà il vostro dito.

Quanti soldi perdo lasciando i pannelli sporchi?

Perdere in produzione vuol dire necessariamente perdere denaro del conto energia GSE e dalla vendita della energia prodotta. Nel 99% dei casi il piano di ammortamento dei mutui con le banche sono studiati sul 100% della possibile produzione dell’impianto. Facendo un esempio su un impianto da 100KWP che avrà un flusso di cassa ipotetico di 45.000 Euro annui vorrà dire che anche solamente con un calo di resa del 10% avremo perso 4.500 Euro per il primo anno. La situazione non potrà che peggiorare col passare del tempo, implicando un allungamento dei tempi di ammortamento del mutuo. Con una perdita del 20% si avrà un ammanco di 9.000 Euro.

perché lavare i pannelli fotovoltaiciperdita di resa significa grande perdita di denaro, il grafico si va ad appiattire, allontanandosi dall’esempio Con Conto Energia e avvicinandosi all’esempio Senza Conto Energia, evidenziando un allungamento del mutuo.

 

 

 

 

 

 

 

Posso lavarli da solo? Vincoli assicurativi

Siamo pronti a scommettere che i vostri installatori vi abbiano rassicurato sul fatto che basti la pioggia a lavare i pannelli o che basti lavarli una volta all’anno come se voi doveste lavare la vostra auto. Purtroppo questo non è del tutto vero: la pioggia non basta a togliere e sgrassare tutto lo sporco, lo smog, le polveri e i residui dei volatili. E nemmeno il “fai da te” è raccomandabile: usare semplice acqua sui pannelli vuol dire a lungo termine andare a formare un sottile strato di calcare il che implicherebbe l’uso di anti-calcare, di detergenti che potrebbero inquinare il terreno, di sostanze chimiche che potrebbero in primis danneggiare i pannelli stessi. In particolare le parti isolanti dei pannelli sono le più sensibili agli additivi chimici e quelle che più facilmente potrebbero danneggiarsi. Da non sottovalutare sono le implicazioni assicurative: nel caso sia il proprietario stesso dell’impianto a creare danni , questi non troverà alcuna assicurazione che vada a coprirne il danno, poiché si configurerà come dolo. In questo caso dovreste sborsare di tasca vostra per la riparazione o la sostituzione di tutti i moduli danneggiati! Con cifre astronomiche!

Quante volte devo far lavare l’impianto?

Il periodo di maggior produttività degli impianti fotovoltaici va da Marzo ad Ottobre, il resto dell’anno, durante i mesi più freddi e di scarsa insolazione, l’impianto produce una quantità di energia irrisoria. Il servizio di Barucca Recinzioni è atto ad ottimizzare la massima produzione dell’impianto quindi a mantenerlo lavato con cadenza trimestrale nel periodo caldo dell’anno. Quindi con un primo lavaggio da effettuarsi nei mesi tra Febbraio e Aprile, quando l’impianto inizia a produrre in maniera considerevole, un secondo lavaggio tra i mesi di Maggio e Luglio e un terzo tra i mesi di Agosto ed Ottobre. Barucca Recinzioni offre comunque la massima flessibilità in base alle esigenze del cliente.

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Notizie flash

L’articolo 2, comma 15, della Finanziaria proroga fino a tutto il 2011 la detrazione Irpef del 36%, prevista dall’articolo 17 della Finanziaria 2008, per le spese di ristrutturazione del patrimonio edilizio, fino a un massimo di 48 mila euro per unità immobiliare.

Sarà possibile dunque usufruire della detrazione Irpef del 36% delle spese sostenute per: a) gli interventi di recupero del patrimonio edilizio (spese sostenute dal 1° gennaio 2008 al 31 dicembre 2011); b) l’acquisto di immobili facenti parte di fabbricati interamente ristrutturati da imprese di costruzione e da cooperative edilizie. Condizione per usufruire dello sgravio è che i lavori di recupero del patrimonio edilizio siano effettuati entro il 31 dicembre 2011 e che l’alienazione o l’assegnazione avvengano entro il 30 giugno 2012.